Storia

Storia dell’ A.S.D. Lampo 1919

La squadra dell’ A.S.D. Lampo viene fondata nel 1919, in un periodo storico molto particolare per il nostro Paese, ovvero un anno dopo la fine della Prima Guerra Mondiale e rappresenta di fatto una delle società sportive più antiche della nostra provincia.

Nella sua lunga storia ha raggiunto importanti traguardi, che cercheremo di ripercorrere brevemente nel nostro sito. Nel 1953, andò vicinissima alla Promozione in serie C. Purtroppo però all’ultima giornata venne sconfitta dal Pontremoli, approfittandosene così la Pistoiese, che vinse il campionato.

Nella stagione 1966/1967 gioca il campionato di seconda categoria: inizialmente la squadra è allenata da Bruno Sarni, ma dopo la bruciante sconfitta per due reti a zero da parte del Casalguidi, viene esonerato ed al suo posto arriva Giampiero Baltorelli, che aggiunge importanti innesti all’interno della rosa come Massimo Paganelli. I risultati si vedono fin da subito e alla fine dell’anno la Lampo arriva ad essere prima in classifica a pari merito con la Galcianese. Purtroppo però perde lo spareggio sul campo del Monteoliveto a Pistoia, retrocedendo così in Prima Categoria. Tuttavia i segnali sono positivi e si comprende che i risultati sarebbero arrivati presto. E infatti il successo tanto sperato non tarda ad arrivare: l’anno dopo, nella stagione 1967-1968, nella rosa azzurra giungono importanti giocatori, come Graziano Orti, Gennaro Tassini e Tarcisio Oberti. La Lampo ha la mentalità giusta e la determinazione necessaria che le permetteranno di vincere anticipatamente il campionato di Promozione, in cui vanta una lunga permanenza in questa competizione, più di dieci anni.

Molto probabilmente il segreto di questa rosa consisteva nel fatto che otto giocatori su undici fossero di Lamporecchio: indossare e portare in alto i colori azzurri, espressione del loro paese, rappresentava l’aspetto più importante per loro. Un altro punto di forza di questa squadra era sicuramente il legame che si era venuto ad instaurare tra i giocatori, un rapporto indissolubile non solo sul campo da gioco ma anche al di fuori. Un ruolo fondamentale era rappresentato infine dalla tifoseria, che sosteneva il gruppo non solo in casa, ma anche in trasferta: i cittadini di Lamporecchio sentivano di appartenere fortemente a questa squadra.

L’anno seguente, nella stagione del 1969/1970, mancano due giornate al termine del campionato di Prima Categoria e la Lampo ha tre punti di vantaggio sull’ Aglianese, che deve giocare a “I Giardinetti”. La squadra azzurra, invece, disputa la sua gara sul campo di Aulla. Con grande stupore di tutti, perde a causa di due autogoal di Cambi. Serve l’impresa, perché adesso ha solo un punto di vantaggio sulla diretta inseguitrice: bisogna ricordare infatti che una volta le vittorie davano solamente due punti alla squadra vincitrice e non tre come invece avviene oggi. Lo stadio è gremito, la tensione alle stelle. La squadra gioca una buona partita, ma il risultato resta sullo zero a zero. Con questo successo, la Lampo approda in Promozione.

Siamo negli anni ‘70, la squadra azzurra ha vinto in quattro anni due campionati, passando dalla seconda categoria alla Promozione. È una squadra forte con all’interno della rosa elementi di grande qualità tecnica e morale. Ancora oggi, la tifoseria della Lampo ricorda la formazione di quegli anni. Uno dei calciatori più significativi della storia azzurra è Massimiliano Vai, difensore classe 1947. Gioca sempre come titolare, arriva nelle file azzurre nel 1966 e vi giocherà fino al 1974. Dopo due anni di pausa, ritorna alla Lampo, dove militerà per altri 4 anni. Viene premiato dal presidente di allora Rolando Baronti, con “la medaglia d’oro per l’attaccamento ai colori azzurri”, perché nonostante le importanti offerte che gli arrivarono, anche dalla Torres, squadra che all’epoca militava in serie C, il difensore decise di continuare ad indossare i colori della Lampo.

Altra bandiera azzurra è sicuramente Carlo Panati, che nel 1966 fu il capitano di una formazione formidabile. Egli ha collezionato il maggior numero di presenze, oltre 400 in 12 anni di permanenza (2 in seconda divisione, 2 in prima divisione e 8 in Promozione). Inoltre è stato anche allenatore della squadra azzurra in diversi periodi.

Arriviamo ai giorni nostri. La Lampo del 2010 è una squadra incredibile da ogni punto di vista ed ogni reparto è completo. Nonostante alcune difficoltà iniziali dovute all’abbandono dell’allenatore Venturini e allo sfoltimento della rosa, riesce comunque a conquistare i play-off, approdando così in Eccellenza. Si mostra un gruppo compatto, aggressivo, sicuro, determinato e sotto certi aspetti quasi spavaldo, in particolar modo nelle gare di ritorno dei play-off, sconfiggendo prima i cugini della Larcianese e poi in finale la Cerretese. Sempre nel 2010 è la squadra che riceve il maggior numero di premi durante la manifestazione TOP 11 indetta dalla Nazione. Infatti ben quattro calciatori della Lampo vincono il titolo : Palazzolo (che vince anche la classifica capicannonieri), i centrocampisti Sorini e Fabiani e il difensore, nonché capitano, Ciattini. Andrea Petroni vince il titolo come miglior allenatore della Valdinievole.

La Lampo resterà in Eccellenza per tre anni. A fine 2013 disputa i play-out contro la Fortis Lucchese: la gara di andata viene vinta dalla squadra azzurra per una rete a zero (goal di Sassaroli), ma in quella di ritorno, al contrario, viene sconfitta per cinque reti a uno dalla Fortis Lucchese.

Da due anni a questa parte la Lampo milita nel campionato di Promozione: speriamo che con determinazione, voglia di vincere ed unione possa raggiungere altri importanti traguardi, come la storia di questa gloriosa squadra ha dimostrato di saper fare.

Fonti: Mensile Orizzonti e Massimo Mancini.